Smart Contract e DApps: cosa sono e come funzionano

4 min

La parola “contratti” è associata spesso alla parola “legale” in quanto l’esigenza di stringere un accordo con firma arriva sempre quando c’è del valore da trasferire e si cercano delle garanzie. Nei contratti tradizionali sono gli avvocati e i notai a fare da garante ma ci sono anche casi in cui non si vuole ricorrere ad intermediari: la soluzione sono gli Smart Legal Contract ma anche gli Smart Contract Code-Based. Vediamo cosa sono e perché potrebbero servirci.

Vuoi ascoltare l’audio dell’articolo? Clicca play ⇓

Letto da: Linda Grasso

Cosa sono gli Smart Contract?

I Contratti Intelligenti (Smart Contract) sono protocolli informatici che gestiscono le transazioni in modo pre-programmato e automatizzato. Al loro interno ci sono tutte le clausole contrattuali e, quando avvengono determinate condizioni tra le parti, si eseguono senza attendere l’azione di un intermediario.

Un esempio? Ho bisogno di assicurare un macchinario che ho in fabbrica ma che utilizzo raramente perchè non è indispensabile nel mio processo produttivo. Non voglio quindi una polizza che sia sempre attiva ma che mi copra solo quando il macchinario è in funzione. Ecco che posso scegliere di utilizzare uno smart contract programmato che contenga le clausole della polizza assicurativa.

L’attivazione di uno smart contract non è molto diversa da un’attivazione di un contratto tradizionale. Se riprendiamo il nostro esempio e immaginiamo che l’assicurazione abbia un’app, non dovrò fare altro che: avviare l’App; immettere i miei dati; scegliere la polizza e la durata; leggere le clausole e premere invio.

Da quel momento si attiva lo smart contract con la relativa transazione economica che dal mio conto, nel caso dell’esempio citato, arriva a quello dell’assicurazione. Tutto procede seguendo una logica che risponde a “se succede questo fai quello”. Il contratto intelligente quindi contiene tutte le clausole (regole) di un contratto tra le parti e agirà in automatico in base a quello che succede.

Qual è il vantaggio? Che la transazione sarà trasparente, immutabile, sicura, consensuale, programmabile, autonoma e soprattutto decentralizzata. Tutte caratteristiche garantite dalla piattaforma di blockchain che contiene lo Smart Contract. Cerchiamo di capire come interagiscono le due tecnologie.


Cosa sono i Contratti Intelligenti (Smart Contract)? Sono protocolli informatici che gestiscono le transazioni in modo pre-programmato e automatizzato. Condividi il Tweet

Blockchain e Smart Contract: qual è il nesso?

Oggi, quando si parla di contratti intelligenti si pensa subito ad Ethereum o altre piattaforme di Distributed Ledgers Technology. In realtà l’intuizione è venuta in mente a Nick Szabo nel 1994 molto prima che Satoshi Nakamoto inventasse i Bitcoin.

Tuttavia, è grazie alle piattaforme di Blockchain che gli smart contract hanno assunto un’importanza maggiore. Il motivo è insito nelle sue caratteristiche in quanto serve a eseguire processi automatizzati che prevedono una serie di step; inoltre, tutte le parti del contratto possono ispezionare il codice e ottenerne una traccia visibile; infine, tali contratti sono deterministici come la logica della tecnologia blockchain.

Le piattaforme sulle quali è possibile creare e custodire le blockchain sono sicure perchè decentralizzate, permettono le transazioni senza intermediari in quanto è tutto tracciato dal codice, e assegnano un valore digitale alla transazione.

Da un lato abbiamo quindi l’esigenza di trasformare le clausole di un contratto in un codice con cui è programmabile un software (Smart Contract) e dall’altro abbiamo una piattaforma che certifica le transazioni, sfrutta le criptovalute, non prevede intermediari, ed è programmabile attraverso le applicazioni decentralizzate (DApp).

Ecco perché la blockchain ha ampliato e migliorato l’utilizzo dei Contratti Intelligenti. Analizziamo ora l’aspetto legale e quello applicativo.

Contratti intelligenti

Gli Smart Contract basati sulle Apps

I contratti intelligenti legali, oltre alla sicurezza garantita dalla piattaforma su cui sono collocati, hanno anche valore giuridico. La distinzione con gli Smart Contract code-base, che vedremo in seguito, sta:

  • nella forma prestabilita per quel tipo di contratto;
  • nella firma elettronica che deve passare per il Trust Service Providers (TSP), ovvero l’autorità di certificazione qualificate nell’Unione Europea;
  • nell’immutabilità del contratto.

Quali sono le altre tipologie di contratti intelligenti?

Gli altri accordi digitali rientrano negli Smart Contracts Code-Based: ovvero quelli utilizzati per la gestione dei processi di business all’interno o tra le organizzazioni.

Iscriviti alla nostra newsletter

Possiamo dividerli ulteriormente per identificarne le differenze, in:

  • DAO (Organizzazione autonoma decentralizzata): ovvero un’organizzazione in cui il potere decisionale si sposta dal governo centrale ai singoli (ad esempio, agli azionisti). L’autogestione è permessa grazie alla trasposizione informatica di tutte le regole interne. L’obiettivo è assicurare la trasparenza dei processi e un potere decentralizzato e autonomo. Gli smart contract servono quindi a gestire le transazioni e ad eseguire tutti i comandi legati alle regole prestabilite. Regole e registri saranno poi archiviati attraverso la tecnologia Blockchain.
  • DApps (App distribuite o decentralizzate): come tutte le applicazioni anche queste servono a svolgere delle azioni pre-programmate e che operano su un sistema computazionale distribuito. Funzionano in un ambiente Peer-to-Peer (P2P) e memorizzano i dati sfruttando la tecnologia Blockchain. Il loro scopo è proprio quello di integrare gli smart contract con le piattaforme di blockchain.
  • Smart Contract per Internet of Things (IoT): servono per rendere sicure le transazioni commerciali che avvengono sfruttando le connessioni dei dispositivi IoT. I device connessi generano una marea di dati che in parte portano all’esecuzione automatica delle clausole stabilite da quel contratto intelligente attivo ma possono anche servire per attivare step futuri. Le informazioni potrebbero, ad esempio, indicare che si è verificata un’azione che rientra nella clausola di un altro smart contract che si attiva e questo aumenterà la velocità del flusso di azioni.

Hai trovato utile questo post?

Clicca sulla lampadina per votarlo!