Cyber Security: le opportunità e i rischi della digitalizzazione

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Il passaggio dall’analogico al digitale ha generato una marea di opportunità per le aziende legate all’analisi dei dati. Era ovvio, però, che la presenza di così tante informazioni riservate in rete facesse gola ai criminali del web. Furti d’identità, accessi alle password e duplicazione di dati sensibili sono solo alcune delle minacce dalle quali è possibile proteggersi con la Cyber Security. Vediamo quali sono le opportunità e i rischi della digitalizzazione e come si può garantire la sicurezza informatica in azienda.

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Letto da: Linda Grasso

La crescita dei dispositivi connessi

Da quanto tempo viviamo in un mondo connesso? Se ci pensiamo sembrano pochi anni eppure se diamo uno sguardo alla nostra scrivania in ufficio ci rendiamo conto di quanti oggetti connessi fanno ormai parte della nostra vita. Dispositivi che utilizziamo costantemente e di cui non riusciamo più a farne a meno. La digitalizzazione, l’Internet of Things e l’Intelligenza Artificiale hanno cambiato radicalmente la nostra vita privata e professionale. Come ogni medaglia che si rispetti, in effetti, anche la condivisione dei dati in rete ha un rovescio, tanto nascosto quanto pericoloso. Un bravo manager deve saper trovare il giusto compromesso ponendosi una domanda a cui cercheremo di rispondere: come garantire la sicurezza informatica in azienda?

L’infografica di Siemens, che mostra la crescita esponenziale dei dispositivi connessi avvenuta negli ultimi 20 anni, ci fa capire come siano aumentati, di pari passo alle opportunità anche i rischi. Risulta quindi sempre più difficile controllare tutte le porte di accesso alle informazioni. E non perché non esistano le tecnologie o i software per farlo ma perché tra device professionali e personali non è facile monitorare tutti i possibili accessi di un attacco informatico. Basta lasciar aperta una piccola porta per correre il rischio di essere hackerati.

Cyber security e digitalizzazione

Le opportunità della digitalizzazione e di una vita connessa

Entrare in macchina e pronunciare la frase “Ok Google, chiama casa” è un’azione possibile solo grazie ad una serie di connessioni, software e tecnologie che riguardano la sfera della digitalizzazione, dell’IoT e dell’AI.

I vantaggi di un mondo connesso sono molteplici. In generale ci offrono, ad esempio:

  • la possibilità di monitorare lo stato di salute di un paziente in remoto e comunicargli diagnosi e cura senza intermediari;
  • la personalizzazione dei prodotti/servizi da offrire ai clienti grazie ai dati estratti dalla customer satisfaction e alla possibilità, con l’IoT, di migliorare la customer experience nel retail;
  • il controllo dei processi per essere avvisati, in tempo reale, in caso di anomalie. Un alert che mi segnala il malfunzionamento di una rete elettrica mi permette di agire senza interrompere il servizio;
  • la gestione virtuale di un team, lo smart working e la possibilità di raccogliere e condividere una grande quantità di dati.

Questi aspetti generano un notevole incremento della produttività.

Se vogliamo pensare, invece, alla nostra vita privata non possiamo fare a meno di constatare quanto oggetti che come tablet, smart tv e smartphone abbiano semplificato e arricchito la nostra quotidianità.

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Il rovescio della medaglia: i rischi della digitalizzazione

Proprio come i bottini presenti nelle banche fanno gola ai criminali che maneggiano i contanti, così i Big Data sono fonte di guadagno illecito per i più abili hacker informatici. Il Cybercrime, o crimine informatico, è un rischio troppo grande per un’azienda che in poco tempo potrebbe veder vanificato un importante investimento tecnologico. I dati, sensibili e non, presenti sulla rete sono attaccabili.

Le aziende 4.0, digitali e connesse, per garantire l’interoperabilità e lo scambio dei flussi informativi devono necessariamente aprire i sistemi informatici. Questo espone i loro dati a forti rischi. Nella maggior parte dei casi gli attacchi avvengono dall’esterno ma ci sono anche casi in cui la fonte è interna all’azienda. Per questo è fondamentale capire come tutelarsi e soprattutto come prevenire.


La digitalizzazione offre nuove opportunità ma espone l'azienda anche a nuovi rischi. Affidarsi ad un buon sistema di Cyber Security è la strategia migliore. Condividi il Tweet

Il Cybercrime attacca principalmente attraverso:

  • dei virus come il ransomware, un virus che impedisce l’accesso al sistema infettato, cripta i file e richiede una somma di denaro per la sua rimozione;
  • il social engineering, ovvero l’utilizzo di tecniche che non agiscono da un punto di vista informatico ma psicologico. Fanno leva sull’ingenuità e la debolezza delle persone. Un esempio? Gli attacchi di phishing che attraverso l’invio di mail simulano una fonte autorevole. In realtà servono per ottenere informazioni riservate, come ad esempio le credenziali di accesso ai conti in banca. Un dipendente distratto o ingenuo può cadere nella trappola e fornire mail e password volontariamente seppur inconsapevole del danno che sta arrecando all’azienda:
  • Denial of Service, conosciuto anche come DoS, ovvero l’interruzione di un servizio. Il cyber-attack in questo caso si rivolge a server, reti di distribuzione o data center connessi con altri computer. L’invio massivo di richieste a questi sistemi informatici genera un elevato rallentamento che si ripercuote anche sui computer connessi. Un esempio della gravità del danno? L’interruzione di servizio connesso con le attività di una banca;
  • il Data Leak, che erroneamente viene associato al Data Breach. Nel primo caso l’intrusione avviene per un varco lasciato aperto inconsapevolmente. Può succedere, ad esempio, che il sistema informatico abbia una falla non ancora identificata o che un dipendente inavvertitamente condivida informazioni passando attraverso canali non sicuri. In realtà questo pericolo può essere scongiurato con un buon sistema di sicurezza informatica. Il Data Breach invece identifica i casi in cui il furto di dati avviene su commissione, quindi è un atto voluto contro un organizzazione, un servizio web o un’azienda. In questo caso l’efficacia di un software di Cyber Security dipende da quanto è conosciuta quella minaccia.

“Il diavolo è più forte quando non ce ne accorgiamo”. Mr.Robot

Come garantire la Cyber Security in azienda?

Il decision maker che dovrà scegliere come tutelare l’azienda lo farà valutando attentamente quali sono gli elementi di valore. La raccolta dei dati aziendali è indispensabile perché permette di ottimizzare i processi, efficientare la produzione, ridurre i costi. Connetterli in cloud e poterli reperire ovunque è una grande opportunità ma non bisogna mai dimenticare di coprirci le spalle. Come? Con lo studio di strategie proattive e reattive. Nel primo caso, con il Cyber Risk Assessment si possono mappare i rischi e le vulnerabilità di un sistema informatico e valutare il peso di un eventuale danno. Con le strategie reattive della Cyber Emergency Response Plan, invece, si redige una guida che evidenzia le azioni da intraprendere nel caso di un attacco informatico.

Un’azienda di successo orientata alla crescita dovrà necessariamente digitalizzarsi e favorire la connessione di dispositivi e persone. Al tempo stesso è però indispensabile che agisca monitorando costantemente la sicurezza dei suoi sistemi informatici.

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