L’Intelligenza Artificiale e la Cybersecurity come scudo per proteggere i dati

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Oggi tutte le imprese, grandi o piccole che siano, gestiscono grandi quantità di dati sensibili. Proteggere queste informazioni è fondamentale per evitare danni legati al loro furto. Un software per la sicurezza informatica potrebbe non bastare nella protezione degli asset aziendali. Serve un’intelligenza capace di apprendere velocemente per rispondere a minacce sempre più complesse. Ed ecco come l’IA associata alla Cybersecurity crea quella combinazione ideale per la protezione dei dati aziendali.


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Letto da: Linda Grasso

Primo passo: comprendere il valore dei dati aziendali

Ogni giorno, in ufficio, gestiamo un’enorme quantità di dati e la scelta di proteggere alcune informazioni e condividerne altre non è così semplice come si può pensare. Quando tra le mani ci capita un oggetto prezioso, il suo valore è evidente. Tuttavia, ci sono oggetti che, anche se non brillano, valgono ugualmente e possono renderci vulnerabili. In questi casi, se non comprendiamo subito il loro valore rischiamo di perderli. Magari dopo ci attrezziamo con una cassaforte o prestando più attenzione a quello che facciamo ma ormai quel che ci è stato tolto non lo riavremo più.

Nella vita privata raramente perdiamo qualcosa che impatta sull’intera famiglia come può avvenire, invece, con i dati aziendali. Una fuoriuscita di dati o un’intrusione di un malware può creare danni che coinvolgono tutti gli asset aziendali.

I nostri dati personali, anche solo il nome, il cognome e la mail hanno un valore economico importante. Per non parlare di quanto siano appetibili le informazioni di una multinazionale o di un’organizzazione che tratta argomenti sensibili e segreti. O peggio i dati legati alla produzione o alla proprietà intellettuale. Le grandi aziende provvedono già da sole a tutelarsi mentre, le piccole e medie imprese, appaiono più vulnerabili. Spesso gli imprenditori di piccole realtà pensano di non aver bisogno di investire nella sicurezza informatica perché quotidianamente non gestiscono dati riservati. Questo è un gravissimo errore. I dati dei clienti, che tutte le aziende hanno, sono già informazioni da tutelare.

Esempio: la protezione dei dati di Google

I grandi colossi sentono addirittura il bisogno di comunicarti quanta attenzione prestano alla Sicurezza Informatica. Google è un’azienda leader che trae la sua linfa vitale dai dati. Quando un utente crea un account business su Workplace nella parte dedicata alla sicurezza dei dati, c’è scritto:

Google e i suoi servizi aziendali condividono la stessa infrastruttura, perciò la tua organizzazione potrà usufruire delle stesse protezioni che abbiamo creato e utilizziamo ogni giorno.

Come può garantire una tale sicurezza Google? Diventando proprietario dell’infrastruttura di networking. Investimenti tanto esosi possono essere sostenuti solo dai Big Player ma il vantaggio che ne traggono è enorme sia in termini di sicurezza dei dati sia di continuità di servizio. Appoggiarsi ad un azienda terza significa, invece, non avere la completa gestione dei dati in cloud e soprattutto essere soggetti ai loro permessi.

Intelligenza Artificiale e Sicurezza Informatica

Cybercrimine: quali sono le possibili minacce?

Nel cybercrimine rientrano tutte quelle attività illecite che avvengono attraverso la rete. L’obiettivo di un hacker è l’appropriazione di dati personali e/o aziendali o il danneggiamento dei sistemi per un guadagno economico o per un’estorsione.

L’attacco informatico non sempre si palesa. Raramente la finalità di un criminale che attacca una rete aziendale è quella di distruggere il sistema. La maggior parte delle volte, lo scopo è entrare in maniera silente, copiare i dati, e chiedere il riscatto per non diffonderli pubblicamente (Data Leakage). Oppure, eseguire un’azione commissionata e quindi il guadagno è la consegna dei dati a terzi.

Come può difendersi un imprenditore? In primis, con un software standard di Sicurezza Informatica che assicuri una tutela di base. Il passo successivo potrebbe essere associare un software di Intelligenza Artificiale che, grazie all’addestramento automatico, permetterebbe la personalizzazione delle misure di sicurezza informatica in base alle esigenze aziendali.

A tal proposito, ti consiglio di leggere “Cyber Security: l’opportunità i rischi della digitalizzazione” in cui si analizzano i vantaggi e i rischi aziendali della connessione dei dispositivi in rete.


L’Intelligenza Artificiale offre un valido supporto alla Cybersecurity per affrontare le minacce in tempo reale e prevedere gli attacchi attraverso la modellazione del rischio. Ma quando diventa indispensabile? Condividi il Tweet

Come l’Intelligenza Artificiale migliora la Cybersecurity?

La sicurezza informatica in azienda garantisce la protezione della rete, dei dati, delle applicazioni ma tutela anche lo svolgimento di operazioni delicate. Per questo il team gestito dal CISO (Chief Information Security Officer) include varie figure professionali: analisti, progettisti, addetti alla crittografia, ognuno specializzato in un preciso aspetto del monitoraggio. I software, utilizzati dagli esperti, servono ad analizzare le minacce, monitorare gli accessi e gestire i sistemi.

Manca però un importante tassello. Infatti, mentre gli hacker modificano costantemente le tipologie di attacco informatico, gli aggiornamenti dei software per la sicurezza informatica non sono altrettanto veloci. Serve, quindi, un’intelligenza che impari rapidamente e addestri i sistemi di Sicurezza Informatica per l’analisi e il monitoraggio delle nuove minacce.

Ecco che entra in azione l’Intelligenza Artificiale e nello specifico il Machine Learning. Come?

  1. Analizzando tutti i dispositivi e le risorse IT in rete. L’IA permette una scannerizzazione di migliaia di dati in tempi rapidissimi
  2. Aggiornando i sistemi per rispondere alle nuove minacce. L’IA apprende automaticamente attraverso modelli identificativi caricati nelle reti di Deep Learning
  3. Controllando costantemente le attività di Sicurezza Informatica. L’IA controlla l’intero processo della Sicurezza Informatica anche la parte che riguarda il team e i software utilizzati
  4. Analizzando delle probabili minacce. L’IA riesce a prevedere, sulla base della moltitudine di dati che analizza, quali potrebbero essere gli attacchi futuri
  5. Rispondendo rapidamente. Un’azione di Disaster Recovery in seguito ad un attacco sarà decisamente più rapida grazie alla combinazione tra Sicurezza Informatica e Intelligenza Artificiale.

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Quando l’Intelligenza Artificiale diventa indispensabile?

Le imprese, in cui i dati sensibili costituiscono il core business, hanno compreso che affidarsi solo ai software di Sicurezza Informatica e agli analisti della sicurezza non basta.

La professionalità degli analisti sui grandi numeri viene messe a dura prova dal loro essere umani. Può capitare infatti che una distrazione permetta un accesso. Nel momento in cui, invece, le risorse impiegano le loro conoscenze per creare dei modelli di addestramento per il machine learning le probabilità di errore si ridurranno notevolmente.

Secondo una ricerca condotta da Capgemini le aziende utilizzano l’Intelligenza Artificiale in modo più o meno intenso a seconda dell’obiettivo stabilito per fronteggiare l’attacco informatico.

Ecco 3 azioni possibili per impedire un attacco informatico:

  • Prima: anticipare il rischio di attacco. Per una corretta prevenzione ho bisogno di scansionare costantemente i miei dati. L’Intelligenza artificiale mi dà la possibilità di crearmi un pattern, ovvero un modello che contiene i dati che identificano una minaccia. Ora, grazie al machine learning posso addestrare il sistema al riconoscimento e all’identificazione di eventuali anomalie prima di un’eventuale attacco. Il software, infatti, effettua costantemente le scansioni dei dati e in questo modo si riesce a bloccare l’intrusione sul nascere.
  • Durante: scoprire la minaccia. Anche in questo caso l’asso nella manica dell’Intelligenza Artificiale è legato all’apprendimento e alla possibilità di modificare i parametri di rilevamento dell’attacco. La scansione che seguirà il cambiamento evidenzia la minaccia. Il problema dell’azione in questa fase è che il danno potrebbe già aver generato gravi conseguenze. Con l’IA si è scoperto che una buona percentuale di attacchi avviene tramite dispositivi di archiviazione dati mobili come supporti ottici, chiavi USB e laptop.
  • Dopo: combattere l’intrusione. In questa fase in realtà potrebbero essere più efficaci gli strumenti presenti nei software di Sicurezza Informatica e l’IA andrebbe solo a velocizzare il combattimento creando dei modelli con cui addestrare le macchine non ancora colpite ma che si trovano sullo stesso sistema.

“Prevenire è sempre meglio che curare”: questa frase è ancora più valida quando si parla di dati aziendali, riservati o sensibili. Non tutte le aziende però possono permettersi investimenti importanti come quelli richiesi per i software di Intelligenza Artificiale e Cybersecurity. Che fare allora? Conviene procedere per step iniziando con la tutela base garantita dai software standard di sicurezza informatica per poi far crescere la protezione in parallelo alla crescita aziendale.

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