Digital Leader: quali competenze servono per guidare un team digitale?

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Se le aziende stanno cambiando per sfruttare le potenzialità del business digitale, la figura del leader può mai restare ancorata alla vecchie pratiche? La trasformazione culturale in atto richiede necessariamente un adeguamento delle figure professionali e dei ruoli aziendali a quelli che sono i nuovi business model e le nuove visioni. Abbandonare le convinzioni che funzionavano in passato significa utilizzare un approccio più in linea con i nuovi traguardi della Digital Transformation. Vediamo quali sono gli aspetti su cui un leader digitale dovrà lavorare.

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Letto da: Linda Grasso

La figura del leader: com’era e come dovrebbe essere

Quando sentiamo la parola leader immaginiamo un uomo o una donna carismatici e capaci di trascinare le masse. Una specie di eroe a cui affidarsi per raggiungere un obiettivo. Eppure, questa visione, non è più corretta.

Oggi, il leader agisce dietro le quinte e non più dall’alto di un piedistallo. Dovrà motivare il team e coinvolgerlo per il raggiungimento degli obiettivi e delle visioni condivise e non aspettarsi che eseguano gli ordini in rispetto al ruolo. Inoltre, non dovrà più essere un capo ma un collega che ispiri fiducia.

Le aziende hanno sempre più bisogno di un leader che crei relazioni; che coinvolga emotivamente oltre che razionalmente; che sia fonte di ispirazione e motivazione per il suo team. L’ego dovrà cedere il posto alla soddisfazione di vedere la propria squadra impegnarsi al raggiungimento degli obiettivi che egli, in quanto leader, aveva definito. La fiducia in se stessi è nelle proprie capacità professionali è una skill imprescindibile per essere leader ma bisogna stare attenti a non trasformarla in presunzione.

Tra le tante definizioni di Leadership date da teorici ed economisti, quella che, a mio avviso, meglio descrive il ruolo che il leader dovrebbe ricoprire oggi è di Victor H. Vroom e Arthur G. Jago in “The Role of the Situation in Leadership”.

“Noi vediamo la leadership come un processo che motiva le persone a lavorare insieme in modo collaborativo per realizzare grandi cose. Notate alcune implicazioni di questa definizione.
1. La leadership è un processo, non una proprietà di una persona.
2. Il processo implica una particolare forma di influenza chiamata motivazione.
3. La natura degli incentivi, estrinseca o intrinseca, non fa parte della definizione.
4. La conseguenza dell’influenza è la collaborazione nel perseguimento di un obiettivo comune.
5. Le “grandi cose” sono nella mente sia del leader che dei seguaci e non sono necessariamente viste come desiderabili da tutte le altre parti.”

Le 6 caratteristiche che dovrebbe avere un leader nella Digital Transformation

Se la società cambia, se cambiano le tecnologie e di seguito i processi aziendali le persone non possono far altro che adattarsi cambiando a loro volta. La staticità dei ruoli aziendali, i protocolli, le direttive top-down e le strutture gerarchiche non funzionano più nel contesto attuale. Flessibilità e capacità di adattamento, ma anche connessione e doti relazionali, sono elementi imprescindibili di una buona leadership. Le strutture oggi sono orizzontali, le pratiche vanno condivise e il sapere dovrà raggiungere ogni membro del tessuto aziendale. È per questo che vale la pena delineare delle caratteristiche chiave che aiuteranno un ipotetico capo a diventare un leader. Un professionista capace di motivare e di orientare il lavoro del team verso il raggiungimento di obiettivi sempre più complessi.

Leader digitale

Capacità di costruire e gestire relazioni

La leadership è un’abilità che si fonda sulle relazioni. Che siano i nostri amici o i colleghi con cui condividiamo la stanza d’ufficio, riuscire a instaurare una buona relazione con la rete di persone che frequentiamo è importante per affrontare le situazioni che si presenteranno.

Un leader che sta per approcciare a un nuovo progetto, non può pensare di riuscire a raggiungerlo contando solo sulle proprie intuizioni e sugli ordini da dare al team scelto. Con questo approccio i risultati che raggiungerà saranno scarsi. Se invece un leader saprà motivare, creare le giuste relazioni e condividere il suo sapere raggiungerà gli stessi obiettivi in poco tempo e con maggiore efficacia.

Come fare per creare relazioni di qualità? Innanzitutto ascoltando le persone con cui collabori. Puoi essere un leader o meno, l’ascolto è sempre l’arma più potente che abbiamo per costruire relazioni durature. Quando rivestiamo un ruolo dirigenziale dobbiamo sempre ricordarci di confrontarci con il nostro team. Dopo aver condiviso gli obiettivi e i progetti che vogliamo raggiungere dobbiamo chiedere ai singoli la loro visione in merito. Le loro risposte ti aiuteranno a evidenziare quali potrebbero essere gli ostacoli operativi. Ma serviranno anche a farti capire quali sono le criticità e le difficoltà personali di ogni membro del team. Facendo leva sui loro punti di forza e affiancandoli nelle attività complesse, è più semplice procedere. Chi sta a poppa non dovrà mai dimenticare che sarà l’esempio che seguiranno gli altri.

Creatività e voglia di innovare

L’esperienza è un’arma a doppio taglio. Se da un lato è un vantaggio competitivo senza pari, dall’altro può impigrire la parte creativa del cervello. Sentiamo di aver acquisito le conoscenze teoriche, empiricamente abbiamo sperimentato svariate situazioni, la nostra vita professionale potrebbe continuare assorbita dalle task quotidiane da portare a termine.

Un leader non può percorrere sempre le stesse strade, sebbene siano collaudate e di successo. Per stare al passo con i tempi e mantenere la competitività aziendale deve dedicare del tempo al pensiero creativo. Immaginare nuove soluzioni per processi ormai statici da troppo tempo è il turbo che fa fare passi da gigante all’azienda.


Quali sono le nuove skills e competenze che dovrebbe avere un Leader per operare nel business digitale? Ecco come cambiano le figure dirigenziali nella Digital Transformation Condividi il Tweet

Flessibilità nei cambi di rotta

Quando si intravede una nuova strada, oltre al coraggio di cambiare rotta serve l’agilità per farlo. Le aziende sono fatte di persone che hanno un approccio diverso al lavoro. C’è chi vede nel cambiamento una sfida eccitante e chi lo teme per lo sforzo iniziale che richiede. Un leader che opera in un mondo digitale dovrà necessariamente essere aperto ai cambiamenti e flessibile. Inoltre, dovrà essere abile a cambiare prospettiva nei confronti di un problema. Soltanto una personalità di questo tipo saprà coinvolgere il team mostrando il lato positivo e produttivo del change management.

Open mind: favorire inclusività e diversità

Sia chiaro, tutti hanno delle abilità. Ci sono persone il cui talento è evidente e altre che hanno bisogno di tempo e del giusto contesto per esprimersi. Un buon leader deve favorire l’inclusività e la diversità dando la possibilità a tutti di mostrare le doti personali. Solo così potrà creare un ambiente produttivo e funzionale in cui ognuno troverà il suo posto e si sentirà a proprio agio. Far funzionare un team di persone, per natura diverse tra loro, non è semplice. La bravura del leader dovrà essere proprio quella di riuscire a coinvolgere tutti, anche i più timidi, per far sì che nessuna voce prevalga sulle altre. Dovranno remare tutti insieme e con la stessa forza per permettere alla barca di arrivare al traguardo seguendo la rotta che ci siamo prefissati.

Motivatore del team nei cambiamenti

Parlando di rotta, cosa si fa quando il meteo avverso ci costringe a cambiarla? Al di là della metafora, un’altra dote imprescindibile di un buon leader è saper affrontare i cambiamenti. Nella fase di transizione chi è al comando non dovrà mai perdere il controllo. Preparerà una nuova strategia da mostrare al team e spiegherà nel dettaglio quali saranno i nuovi orizzonti. Dovrà, inoltre, accertarsi che tutti abbiamo compreso le nuove direttive e che non ci siano stati fraintendimenti.

Spiegazioni chiare, un’adeguata formazione e feedback di verifica delle nuove attività da svolgere, serviranno a lavorare meglio sin da subito. Durante il percorso non bisognerà mai dimenticare di congratularsi con il team e di offrire un feedback ai singoli. Il confronto potrebbe anche essere richiesto per esprimere una critica. Ed ecco un’altra importante dote del leader: conoscere le tecniche di comunicazione. Una critica, se costruttiva aiuta a migliorare, se distruttiva lede la fiducia in se stessi.

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Abilità di integrazione dell’Intelligenza Artificiale nel team

Gli assistenti virtuali, i chatbot, gli analytics non sono tecnologie ad appannaggio del reparto IT. Oggi, questi strumenti offrono grandi opportunità di crescita a tutti i progetti digitali. Un leader dovrà valutare, durante la scelta del suo team, quali potrebbero essere le interazioni e le dinamiche che si verrebbero a creare tra le risorse fisiche e quelle digitali.

Inoltre, tra le tecnologie della Digital Transformation, l’Intelligenza Artificiale sta entrando sempre più attivamente nelle dinamiche aziendali. Se vogliamo immaginarla come una risorsa possiamo dire che le sue skill sono la capacità predittiva attraverso l’analisi dei dati; doti organizzative che permettono la gestione di enormi quantità di informazioni; una produttività costante h24/7; capacità interattive con i clienti in base al tipo di programmazione dell’algoritmo; versatilità e flessibilità in linea con il mondo digitale. Insomma, il braccio destro del Digital Leader.

Ed è per questo che chi gestisce non può fare a meno di inglobare le macchine o le tecnologie nel proprio team. Così come, dovrà prestare molta attenzione alla formazione delle competenze digitali dei colleghi per permettergli di sfruttare le potenzialità dell’AI. Le risorse fisiche dovranno interagire con le tecnologie agevolmente per assicurare un vero cambiamento digitale condiviso.

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