Comunità energetiche: come i cittadini possono salvare il pianeta

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Il futuro dell’energia sostenibile sarà guidato dalle comunità energetiche: una generazione di cittadini che condivide l’energia basandosi su un modello 3D di decarbonizzazione, digitalizzazione e decentralizzazione. In questa fase di transizione da consumatori passivi a prosumers (che producono e consumano beni e servizi), gli Smart Contracts giocheranno un ruolo inestimabile nel proteggere i nostri interessi e salvaguardare i nostri dati.


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Letto da: Linda Grasso

Decarbonizzazione, digitalizzazione e decentralizzazione

Dagli abitanti delle caverne del Paleolitico agli urbanisti dei giorni nostri, l’umanità ha costantemente modellato l’ambiente naturale per soddisfare i propri bisogni, scopi e valori. Quello che conosciamo come “sviluppo” o “evoluzione sociale” ha avuto un costo enorme per l’ambiente. A tal punto che oggi, non possiamo più restare inermi di fronte a questa distruzione, né considerarla come un problema futuro, o considerare la nostra passività come un atto morale e senza conseguenze.

La NASA, nelle ultime prove scientifiche, ha evidenziato i politici e le organizzazioni intergovernative come responsabili per non aver raggiunto i loro obiettivi ambientali in merito alla riduzione delle emissioni di gas serra. Le attività umane (in particolare la combustione di combustibili fossili per l’energia e l’elettricità) hanno, fondamentalmente, aumentato la concentrazione di gas serra nell’atmosfera terrestre e hanno riscaldato il pianeta al punto che le calotte polari si stanno sciogliendo a tassi senza precedenti. Solo negli ultimi 30 anni, il ghiaccio più vecchio e più spesso dell’Artico è diminuito di un allarmante tasso del 95%.

A livello individuale, molti di noi vogliono prendere parte al cambiamento sostenibile in corso, facendo scelte più consapevoli e mobilitandosi per evitare il disastro.

Lavorando da 40 anni nel settore IT, ho spesso affrontato l’argomento della disintermediazione con i dirigenti delle multinazionali. Inoltre, da testimone ho assistito all’’impatto trasformativo che l’assenza d’intermediari ha avuto sulle loro aziende. Soprattutto riguardo il settore energetico, ho preso parte a dibattiti sulla sostenibilità e su come le tecnologie potevano aiutarci a combattere questa ardua battaglia. Ora, più che mai, riconosco come la diffusione digitale abbia reso la sostenibilità a portata di mano.


La condivisione delle comunità energetiche è un importante passo verso la decentralizzazione, la disintermediazione e la decarbonizzazione. Condividi il Tweet

La diffusione digitale è il fattore abilitante

Permettetemi di spiegare. Nel contesto della chimica, della fisica e della biologia, la “diffusione” è ciò che permette alla materia di diffondersi da un’area altamente concentrata a una a bassa concentrazione. Per estensione, la diffusione digitale sta riempiendo i nostri mondi lavorativi e le nostre vite personali di bit e byte. Queste tecnologie ci permettono di giocare un ruolo attivo nel guidare i sistemi economici. Non c’è bisogno di guardare lontano per trovare la travolgente disponibilità di dispositivi connessi e applicazioni software per digitalizzare i nostri affari.

Segnando un chiaro allontanamento dalla società primitiva, le forze ambientali che ora minacciano il futuro dell’umanità hanno chiamato ciascuno di noi ad assumere un ruolo e una responsabilità diversi. Siamo ora proiettati come attori su un palcoscenico che è stato dominato da intermediari centralizzati. Sfruttando la tecnologia, possiamo unirci come comunità e cercare di riscrivere il futuro del nostro pianeta. Per come la vedo io, il nostro asso nella manica è un processo di disintermediazione decentralizzato, digitalizzato, che spinge verso la decarbonizzazione e la tecnologia degli Smart Contract per governare le nostre transazioni energetiche.

Comunità energetiche: una collaborazione sostenibile

Prima di spiegare il legame tra Smart Contract ed elettricità, è il caso di descrivere come la tecnologia può aiutare i consumatori ad accedere alle fonti rinnovabili e a condividere l’energia in eccesso.

Quando una comunità di persone o una singola famiglia intende perseguire obiettivi di sostenibilità, potrebbe farlo installando fonti di energia rinnovabile per alimentare le loro vite o vendere l’eccesso ad altre reti, e persino a reti nazionali (regolamenti permettendo).

Questo è un esempio pratico di Micro Grid, o reti elettriche con copertura locale, dove l’elettricità generata viene utilizzata per servire i bacini di utenza locale. Incorporando tecnologie digitali, tali reti possono diventare “intelligenti”, controllate a distanza e gestite da operatori qualificati. Detto in un altro modo, le “reti intelligenti” sono reti elettriche che non solo sono collegate a Internet, ma generano e utilizzano dati anche per prevedere i modelli di consumo. Durante i picchi, possono richiedere flussi di energia esterni, e durante i periodi di ridotto consumo energetico, l’energia in eccesso può essere distribuita alle reti collegate.

Ecco una rappresentazione visiva che dimostra la transizione dalla distribuzione di energia tradizionale a quella decentralizzata:

Comunità energetiche

A sinistra c’è l’architettura tradizionale e centralizzata che vede i grandi operatori generare e distribuire l’elettricità. A destra è invece rappresentata un’architettura decentralizzata, dove molti piccoli produttori generano energia per se stessi, e talvolta per altri. La comunità energetica nasce quando un gruppo di utenti stipula un contratto con l’obiettivo di produrre, consumare e gestire l’energia sfruttando i sistemi energetici locali.

Tecnicamente parlando, i pannelli fotovoltaici sono i principali dispositivi preferiti per la produzione decentralizzata di energia. Nei giorni di sole, accumulano e generano energia. Quando l’energia solare non è sufficiente a soddisfare le richieste in un dato giorno, gli accumulatori entrano in azione erogando l’energia conservata. In alternativa, se una comunità ha energia in eccesso, può essere venduta ad altre comunità o convogliata alla rete nazionale.

In Europa, le comunità energetiche sono entità legali a tutti gli effetti. Possono installare nuovi generatori, alimentati da fonti rinnovabili, che abbiano una potenza massima di 200 kW. Inoltre, devono essere collegati alla rete elettrica attraverso lo stesso mezzo (cioè, sottostazione di trasformazione a bassa tensione) da cui la comunità energetica attinge anche l’energia di rete.

Ci sono molti benefici che derivano dall’essere parte di una comunità energetica, come:

  • la consapevolezza di agire in modo coscienzioso ed etico;
  • l’acquisto dell’energia rinnovabile a un prezzo ridotto;
  • l’ottenimento di agevolazioni fiscali;
  • la riduzione delle emissioni di gas serra;
  • la creazione di un’economia collaborativa, dove la condivisione dà luogo a un vantaggio collettivo.

Poiché l’adesione alle comunità energetiche è conferita dalla firma di documenti legali, è consigliabile l’uso di Smart Contract per aumentare la loro sicurezza e immutabilità.

Gli Smart Contracts proteggono la condivisione dell’energia

Mentre “blockchainè un termine molto usato, poche persone sono consapevoli del fatto che esso in realtà è l’applicazione pratica della tecnologia a registro distribuito (Distributed Ledger Tecnologies – DLT). Attraverso un ingegnoso uso della crittografia, la DLT assicura immutabilità, trasparenza, decentralizzazione e disintermediazione. Naturalmente, il focus di questo articolo non è sulla blockchain vera e propria, ma piuttosto sul suo braccio operativo, cioè lo strumento che rende i processi aziendali fluidi e autonomi.

Gli smart contract sono piccoli pezzi di codice informatico che contengono regole e istruzioni precise. Quando si verificano determinate condizioni, durante una sequenza prestabilita e automatica, le regole si attivano. (Per chi volesse saperne di più sugli smart contract, ve ne parlo in tre articoli, tutti pubblicati nella lista del mio profilo Medium).

Il ruolo degli smart contract all’interno di un’architettura di reti elettriche decentralizzate è quello di applicare le regole contrattuali definite dal quadro normativo e in linea con il sistema economico scelto.

Questo viene completato senza sistemi informatici centralizzati e senza il fornitore di elettricità, per così dire. Le regole di transazione sono applicate dalla logica del software e i pagamenti possono essere effettuati anche tramite token crittografici che, se aderenti a un particolare circuito, possono essere anche criptovalute. Ethereum, ad esempio, è stato creato proprio per valorizzare le caratteristiche degli smart contract.

La seguente infografica dell’Allen Institute offre una chiara dimostrazione di questi concetti:

smart contract

I Prosumers possono ridurre il riscaldamento globale

Il passaggio dalle reti elettriche centralizzate a quelle decentralizzate può sembrare una piccola differenza, poco più di una digitalizzazione del processo. Ma, in realtà, rappresenta un cambiamento di paradigma per i consumatori. Grazie al digitale, stiamo diventando intimamente coinvolti in attività e iniziative che, fino a pochi anni fa, erano prerogativa di pochi, grandi operatori. Sempre più spesso ci esprimiamo non solo come consumatori, ma anche come produttori (o se preferite usare il neologismo “prosumer“).

Questo è il cuore del cambiamento.

Nella sola Unione Europea, si stima che 264 milioni di cittadini si avvicineranno al mercato dell’elettricità come prosumer nei prossimi anni, generando fino al 45% dell’elettricità rinnovabile totale del sistema.

Questa evoluzione sociale dovrebbe interessarci non solo perché ci libera dai produttori o perché ci offre una nuova opportunità di monetizzazione. Ma anche perché ci aiuta a combattere il cambiamento climatico e a migliorare il nostro pianeta. All’interno delle parti che compongono questo complesso puzzle, possiamo introdurre la nostra volontà e i nostri princìpi legati all’aumento delle fonti di energia rinnovabili, alla riduzione delle emissioni di carbonio e alla salvaguardia del futuro stesso dell’umanità.

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