Adottare programmi ESG in azienda: quali sono le leve su cui puntare

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Sempre più aziende si impegnano nella scelta di partner con cui collaborare per aumentare il loro rating sostenibile. Le motivazioni che spingono verso questa direzione posso essere diverse e più o meno virtuose. Gli ESG rappresentano i pilastri chiave della sostenibilità e sono indici per valutare l’impegno di un’organizzazione nel rispetto dell’ambiente (Environment), nel comportamento etico (Social) e nella Governance aziendale. Per adottare programmi ESG in azienda con successo è necessaria una strategia ben definita e un approccio olistico che coinvolga interamente l’azienda. In questo articolo, esploreremo quali sono le leve chiave per implementare programmi ESG efficaci.

Essere ambiziosi: cogliere le opportunità e le tendenze future

L’ambizione non bisogna confonderla col fare il passo più lungo della gamba, bensì con una sana proiezione verso obiettivi sfidanti. Solo così siamo certi che la sostenibilità non sarà un traguardo da mostrare ma un approccio in cui credere.

Il cambiamento sostenibile dovrà ispirare tutte le risorse umane coinvolte. Stimolare l’immaginazione con traguardi ambiziosi che puntano sull’innovazione e sulla trasformazione è l’unico modo per assicurarsi un impegno forte e duraturo nel tempo. Inoltre, se vogliamo puntare a qualcosa di sfidante dobbiamo necessariamente essere abili nell’identificare nuove opportunità di business.

Un CEO che sappia vedere oltre e valutare adeguatamente le tendenze future permetterà alla propria azienda di essere all’avanguardia nella sostenibilità. Questo approccio migliora la sua reputazione, attirando l’attenzione di clienti, investitori e talenti.

Una visione ambiziosa ha maggiori possibilità di attrazione verso investimenti sostenibili, poiché gli investitori sono interessati a sostenere aziende che puntino ad una solida e lungimirante strategia ESG (Environmental, Social, Governance).

Motivare la leadership: la condivisione profonda è indispensabile per l’impegno costante

Dal vertice la visione ambiziosa dovrà passare e coinvolgere i manager di settore che dovranno formare la leadership sostenibile dell’azienda. Un tale approccio è cruciale per creare una cultura aziendale sostenibile solida e resistente nel tempo. Senza il supporto delle prime linee gli obiettivi ambiziosi diventano un sogno irrealizzabile. Questo perché la sostenibilità non è un’attività da relegare ad un determinato reparto e non può procedere in solitaria. Al contrario, gli ESG richiedono un approccio che dovrà coinvolgere l’intera azienda e toccare, più o meno pervasivamente, tutte le attività. Pertanto, solo con il supporto e l’impegno dei manager e dei loro collaboratori saremo in grado di promuovere e sostenere l’adozione di pratiche green e responsabili.

Per motivare è, però, indispensabile comprendere quali saranno i benefici di un percorso tanto complesso. Un’attenta analisi del contesto esterno all’azienda e dei movimenti sociali sostenibili aiuterà l’organizzazione a comprendere quale potrebbe essere il suo ruolo nell’ecosistema globale. Questi aspetti sono determinanti per la progettazione di una strategia chiara ed efficace.

Su questa strategia i leader dovranno allienarsi condividendo la strategia e progettando obiettivi a medio e lungo termine che guidino i vari reparti nella stessa direzione.

Le domande da porsi sono: qual è il contesto in cui operiamo? Qual è la direzione che dovrà prendere l’azienda e in quanto tempo dovrà arrivarci? Quali sono le tecnologie e le risorse da investire? Come dovrà avvenire il cambiamento? Le risposte potrai leggerle nell’articolo dedicato alla progettazione di una strategia sostenibile.

Un team di leader che puntano alla sostenibilità sarà in grado di:

  • guidare l’azienda nella definizione di una visione sostenibile;
  • allocare risorse adeguate;
  • influenzare la cultura e i comportamenti;
  • comunicare in modo efficace;
  • creare partenariati strategici.

Solo così le aziende potranno trasformare la sostenibilità da una semplice pratica isolata a un elemento centrale della loro strategia aziendale. Un tale atteggiamento creerà valore a lungo termine per l’azienda stessa e per la società nel suo complesso.

Programmi ESG

Definire una strategia e degli obiettivi raggiungibili

Lo ripeto, dobbiamo distinguere tra il reparto sostenibilità di un’azienda di consulenza e il percorso di sostenibilità che un’organizzazione deve intraprendere. Nel primo caso, le attività, le partnership e le strategie sostenibili costituiscono la value proposition studiata ad hoc per i clienti e la strategia e gli obiettivi potrebbero anche non esser condivisi con l’intera azienda. Se, invece, un’organizzazione deve intraprendere un percorso di sostenibilità, trattandosi di un’impegno della Governance, saranno coinvolti tutti i reparti aziendali ma anche gli stakeholder, tra cui clienti, dipendenti, partner commerciali, comunità locali e investitori.

In fase di progettazione strategica, ogni elemento costituirà un tassello del puzzle:

  • la vision rappresenterà l’aspirazione a creare valore a lungo termine per l’azienda e per la società in cui opera;
  • gli obiettivi guideranno il cambiamento solo se saranno specifici, misurabili, realistici e vincolati temporalmente;
  • il piano di implementazione sarà l’insieme delle azioni necessarie, delle risorse richieste e dei responsabili delle diverse iniziative.

Puntare su obiettivi ambiziosi stimola l’adozione di nuove tecnologie, pratiche e strategie che possono portare a miglioramenti significativi in termini di impatto ambientale, sociale e di governance. Inoltre, tali traguardi possono posizionare l’azienda in una posizione di leadership e vantaggio competitivo nel mercato, attirando l’attenzione di investitori, clienti e talenti che valutano le prestazioni ESG come un criterio importante nella loro scelta.

Attenzione solo a non farsi prendere troppo la mano e a considerare la fattibilità degli obiettivi. Non dovranno essere irrealistici o inattuabili, in quanto potrebbero creare frustrazione, disillusione e persino il rischio di greenwashing, ovvero l’adozione di pratiche di sostenibilità solo apparenti senza un reale impatto. Piuttosto, dovremmo condurre un’analisi approfondita delle capacità e delle risorse dell’azienda, tenendo conto dei limiti tecnici, finanziari e operativi.

Se stabiliamo obiettivi raggiungibili, ma sopratutto se allineamo questi obiettivi agli obiettivi di business, avremo una traiettoria di miglioramento graduale, che potrà essere rafforzata nel tempo con nuovi obiettivi sempre più ambiziosi.

Infine, per definire correttamente gli Obiettivi Sostenibili e la relativa roadmap non possiamo ignorare le linee guida stabilite dalle Nazioni Unite e orientate al miglioramento delle condizioni globali in ambito sociale, economico e ambientale. Si tratta di una linea comune che raccoglie le principali sfide in materia di sostenibilità riassunti in 17 obiettivi con 169 traguardi da raggiungere entro il 2030.


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Progettazione e implementazione: dall’economia circolare alle iniziative sostenibili

Il modello economico sostenibile per eccellenza è basato sull’economia circolare dove i rifiuti lasciano il posto al riciclaggio seguendo un percorso che riduce notevolmente gli scarti. L’argomento è stato trattato con i dovuti dettagli in un altro articolo ma è bene ricordare che si tratta di una trasformazione radicale che parte dall’acquisto delle materie prime e arriva fino alla gestione del fine vita del prodotto.

Oggi, molte grandi realtà lo stanno adottando in quanto hanno il supporto delle tecnologie ICT (Internet of Things, Cloud Computing, Blockchain, Intelligenza Artificiale, Big Data e Advanced Analytics). Allineando la digitalizzazione agli obiettivi sostenibili si affronta un cambiamento che genererà vantaggi su entrambi i fronti.

Tuttavia, non tutte le realtà imprenditoriali possono investire in una trasformazione radicale. Per questo bisogna valutare anche la possibilità di implementare iniziative sostenibili, con obiettivi scalabili, che possono poi essere inglobate in un progetto più ampio col tempo.

Queste iniziative possono riguardare diverse aree, come l’efficienza energetica, la riduzione delle emissioni, la responsabilità sociale dei dipendenti e la promozione della diversità e dell’inclusione. È importante coinvolgere le parti interessate appropriate e monitorare attentamente l’efficacia di queste iniziative nel raggiungimento dei macro e micro obiettivi prefissati.

Verificare i risultati del cambiamento e comunicarli adeguatamente

Dopo essersi fatti ispirare da una vision sostenibile e ambiziosa, aver definito strategia e obiettivi utili per la progettazione e l’implementazione, bisogna verificare i risultati delle iniziative ESG.

Per farlo occorre metter su sistemi e processi per misurare, monitorare e segnalare i progressi nel raggiungimento degli obiettivi ESG. Questo richiede la definizione di indicatori chiave di performance (KPI) pertinenti e l’implementazione di sistemi di raccolta dati affidabili.

La fase di raccolta dei dati accurati e affidabili sulle pratiche ambientali, sociali e di governance è, come sempre, un passaggio delicato. Stiamo parlando di dati che contengono informazioni, ad esempio, su emissioni di carbonio, impatto sociale delle attività e struttura organizzativa. Successivamente, si passa all’analisi e alla comparazione dei dati con gli indicatori di performance specifici per l’ESG. Infine, i risultati vengono resi disponibili al pubblico attraverso report aziendali, rating ESG o altre forme di comunicazione trasparente.

Non bisogna assolutamente trascurare le attività comunicazione trasparente dei risultati. Saranno proprio gli indicatori ESG ad attirare investitori o aziende interessate a collaborare ma anche clienti o fornitori. In generale, la sostenibilità è una leva attrattiva per tutti gli stakeholder che apprezzano l’impegno costante per l’accountability e la responsabilità aziendale. Solo così le aziende potranno concludere il percorso sostenibile e contribuire a un futuro migliore per tutti.

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