Web3: cos’è e quali sono i principali casi d’uso

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Nell’era del Web3 il potere è, e sarà sempre più, nelle mani degli utenti. Siamo noi, in veste di utilizzatori, a muovere le redini di questo mondo virtuale sempre più dinamico. Nell’immediato futuro potremo personalizzare prodotti e servizi attraverso delle semplici interfacce. Potremo prendere parte alle decisioni governative puntando a una democrazia diretta supportata da tecnologie sempre più trasparenti. Oppure firmare contratti senza affidarci ad intermediari. Per ora siamo agli inizi, qualcosa è già in nostro potere, tanto altro fa ancora parte di opportunità inesplorate. Vediamo insieme quali possibilità ci offre il Web3 e quali saranno le sue principali applicazioni.

Libro di Antonio Grasso

L’evoluzione del Web: un confronto tra Web 1.0, Web 2.0 e Web 3.0

Come siamo arrivati a parlare di Web3? Per rispondere a questa domanda e comprendere quali passi da gigante sono stati fatti in pochissimi anni, dobbiamo riprendere rapidamente l’evoluzione del World Wide Web. Da quel 1991, anno che tanto lontano non è se pensiamo al Web come lo conosciamo oggi, c’è stata una vera e propria trasformazione non solo tecnologica, ma anche culturale e sociale. Abbiamo assistito ad un rimodellamento radicale del nostro modo di interagire con il digitale. Un percorso di cambiamento che possiamo comprendere esplorando come, ogni era del Web, abbia ridefinito il rapporto tra utenti e contenuti digitali.

Il Web 1.0 nasce dal bisogno di condividere informazioni. Per questo, inizialmente è stato progettato come statico e i siti Web presenti fungevano da archivi di informazioni, simili a delle biblioteche digitali. Gli utenti erano limitati al ruolo di consumatori passivi di contenuti, senza la possibilità di interagire o contribuire attivamente alla creazione di essi. Questo Web “leggi solo” era una via a senso unico: informazioni distribuite in modo unidirezionale dai creatori ai consumatori.

Presto, però, gli utenti sentivano stretta questo tipo di comunicazione che non permetteva un dibattito, una risposta, o una qualsiasi forma di interazione. Ed ecco che, tra il 2004 e il 2005, i contenuti Web si aprono alla condivisione e alla partecipazione attiva dell’utente nella gestione degli stessi. Con il Web 2.0 nascono i primi blog, i forum legati a topic specifici, i social media e le piattaforme di video sharing. Il Web diventa così uno spazio sociale e collaborativo, dove gli utenti non solo consumano contenuti, ma diventano anche creatori. Si inizia a parlare di User Generated Content (UGC).

In questo contesto, il rovescio della medaglia è rappresentato dalla centralizzazione dei dati.  Poche grandi aziende detenevano il controllo delle informazioni personali degli utenti, sollevando così questioni di privacy e sicurezza. Proprio per ovviare a questo problema avviene un’altra trasformazione.

Grazie alle tecnologie emergenti come la blockchain gli utenti hanno ora tra le mani gli strumenti utili per riprendere il controllo del Web. Ed ecco che si arriva a parlare di Web3 e di decentralizzazione. La promessa del Web3 è quella di garantire una rete più sicura, trasparente e personalizzabile. In questo contesto l’intelligenza artificiale serve a migliorare l’esperienza utente, offrendo contenuti e interazioni più pertinenti e personalizzati. Questa nuova fase non solo mette in discussione il modello di centralizzazione dei dati, ma apre anche la strada a nuove forme di interazione digitale, come il Metaverso e le organizzazioni autonome decentralizzate (DAO).

Detto questo dobbiamo fare una piccola precisazione. Quando si parla di evoluzione del Web si parla di un percorso del Web come una progressione da un ambiente statico e unidirezionale a un ecosistema dinamico e partecipativo, orientato ora verso un futuro che promette maggiore autonomia e controllo per gli utenti. In questo caso, dobbiamo parlare di Web 3.0 e non Web3.

Qual è la differenza tra Web 3.0 e Web3? Semplice, mentre il Web 3.0 si focalizza sull’esperienza utente più personalizzata e intelligente, Web3 enfatizza la sicurezza, la trasparenza e il controllo degli utenti sui propri dati attraverso applicazioni decentralizzate. In sostanza, Web3 è un aspetto chiave all’interno dell’ampio contesto del Web 3.0.

Web3 e Blockchain: un legame indissolubile

Sia chiaro, se siamo qui a parlare del Web3 è perché offre grandi potenzialità di business se unito ad un’altra tecnologia dirompente: la blockchain, nota per la sua capacità di offrire una struttura decentralizzata e sicura. La loro unione sta ridefinendo il concetto di gestione e sicurezza dei dati nel panorama digitale.

Come? Partiamo da un raffronto. A differenza dei sistemi centralizzati tipici del Web 2.0, dove i dati sono controllati da singole entità, la blockchain distribuisce i dati su una rete di nodi. Gli intermediari, a cui ci affidavamo per essere sicuri delle informazioni che dovevamo gestire, non sono più necessari. I dati, processati attraverso la tecnologie blockchain, sono difficili da manipolare e proprio questo aspetto funge da garante. Ogni movimento, transazione o modifica è registrata in blocchi concatenati in una catena, visibile a tutti i partecipanti della rete: si crea così un registro immutabile e trasparente. Se hai dubbi ti consiglio di leggere l’articolo sulla blockchain in cui abbiamo semplificato i passaggi e mostrato le potenzialità di questa innovazione.

Ed ecco che il Web3, caratterizzato dalla sua natura decentralizzata, si sposa perfettamente con la tecnologia blockchain, creando un ecosistema digitale robusto e sicuro. La blockchain, con la sua struttura distribuita, elimina i punti critici tipici dei sistemi centralizzati del Web 2.0, aumentando notevolmente la resistenza a guasti e attacchi informatici.

Il Web3, d’altra parte, enfatizza l’interoperabilità e la scalabilità, aspetti cruciali per l’adozione su larga scala della blockchain. Le innovazioni recenti in questo campo rendono la blockchain più adatta a gestire un volume elevato di transazioni, ampliando ulteriormente le sue potenzialità applicative. La fusione di Web3 e blockchain ci mostrano un futuro digitale più sicuro, trasparente e efficiente, con impatti significativi sia per gli utenti che per le aziende.

Volendo concretizzare questi concetti passiamo a illustrare quali potrebbero essere i migliori casi d’uso in questo mondo virtuale dinamico e decentralizzato.

Casi d'uso web3

I casi d’uso del Web3

Come precedentemente detto, il Web3 sta aprendo e aprirà nuovi orizzonti nel mondo digitale, portando con sé un’ondata di innovazioni che potrebbero cambiare completamente il modo in cui operano le aziende. Si creeranno opportunità uniche in vari settori, dalla finanza al marketing, dalla creazione di contenuti all’organizzazione aziendale. Esploriamo ora i casi d’uso del Web3 più promettenti e potenzialmente redditizi.

La sicurezza dei dati e l’architettura decentralizzata

Una delle caratteristiche più rilevanti del Web3 è il significativo miglioramento della privacy e della sicurezza delle infrastrutture digitali. Grazie alla sua architettura decentralizzata, e all’uso di tecnologie come la blockchain e i protocolli di criptazione avanzati, gli utenti possono avere un controllo maggiore sui loro dati. Questo significa che le informazioni personali sono meno esposte a rischi di violazioni e usi impropri, un vantaggio fondamentale in un’epoca in cui la sicurezza dei dati è una preoccupazione crescente. Inoltre, da utenti abbiamo il potere di decidere se fornire o meno i nostri dati e cosa chiedere in cambio di tale permesso.

Questo aspetto gioca a favore delle aziende IT e di cybersecurity che si trovano in una posizione privilegiata potendo sfruttare appieno le soluzioni offerte dal Web3. Parallelamente, i fornitori di servizi cloud e hosting possono implementare tecnologie Web3 per garantire una maggiore protezione dei dati dei loro clienti, consolidando la fiducia e rafforzando la loro reputazione nel mercato.

Il settore del gaming potenziato dalla blockchain

Nel settore ludico, è la blockchain che sta apportando cambiamenti significativi con l’introduzione di giochi basati su NFT (Non-Fungible Tokens) e sistemi di gioco decentralizzati. Questa innovazione offre non solo una nuova esperienza di gioco, ma apre anche opportunità di business per le aziende.

Attraverso queste tecnologie, i giocatori possono acquisire e scambiare asset digitali unici, generando un nuovo tipo di valore all’interno degli ecosistemi di gioco. In questo contesto, le aziende possono sperimentare nuove forme di coinvolgimento di quelli che potrebbero divenire potenziali clienti e modelli di monetizzazione, capitalizzando su un mercato che sta crescendo rapidamente.

Infatti, gli sviluppatori e le piattaforme di gaming sono già all’opera per creare applicazioni che offrano ai giocatori proprietà e ricompense tangibili. Questo apre nuove opportunità anche per le aziende di merchandising e intrattenimento, che possono creare e vendere prodotti digitali collezionabili, arricchendo l’esperienza di gioco e creando nuove fonti di reddito.


Il Web3 ha dato potere agli utenti trasformando il mondo virtuale in un luogo partecipativo e decentralizzato. Una trasformazione che ha generato nuove e interessanti opportunità. Condividi il Tweet

La decentralizzazione del settore finanziario

Nel mondo della finanza la combinazione tra Web3 e blockchain sta trasformando radicalmente i servizi offerti rendendoli completamente decentralizzati. Attraverso l’utilizzo di smart contracts sulla blockchain, la finanza decentralizzata (DeFi) elimina la necessità di intermediari tradizionali come le banche, rendendo i servizi finanziari più accessibili, efficienti e trasparenti.

Tali opportunità si estendono alle startup fintech, agli investitori e ai fondi di investimento. Questi protagonisti del settore finanziario possono sfruttare le piattaforme DeFi per accedere a servizi innovativi come prestiti e assicurazioni, oltre a esplorare nuove possibilità di investimento in un ambiente decentralizzato. La DeFi permette loro di partecipare a modalità di finanziamento e di crescita del capitale più dirette e flessibili, diversificando così le loro strategie.

Le esperienze immersive nel Metaverso

Se da un lato il Web3 ha potenziato o stravolto settori già esistenti, dall’altro ha creato nuovi mondi con nuove opportunità di mercato. Uno di questi universi paralleli è il Metaverso che ha aperto nuove frontiere nel business e, soprattutto, nel marketing. In questi mondi virtuali immersivi, le aziende possono creare esperienze uniche per i clienti, offrendo nuove modalità di interazione, pubblicità e vendita di prodotti e servizi.

Ad esempio, i brand di moda e retail stanno lanciando negozi virtuali dove i clienti possono scoprire e acquistare prodotti in un ambiente digitale coinvolgente. Non solo, anche gli artisti e i musicisti hanno accettato questa sfida virtuale organizzando concerti nel Metaverso o mostre interattive in cui poter acquistare, ad esempio, la versione digitale di un quadro.

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La democrazia nelle Organizzazioni Autonome Decentralizzate (DAO)

Arriviamo ora alle Organizzazioni Autonome Decentralizzate (DAO), anche in questo caso un prodotto esclusivo della combinazione tra Web3 e blockchain. In queste organizzazioni, senza una gerarchia centralizzata, le decisioni possono essere prese attraverso meccanismi di voto decentralizzati. Se collochiamo questo aspetto in un contesto aziendale possiamo assistere ad un radicale cambiamento del mondo in cui le aziende operano e prendono decisioni. Nelle DAO, infatti, è garantito un livello di trasparenza e una presa di decisioni democratica difficilmente realizzabile con altre forme organizzative.

Ecco perché con le DAO emergono anche nuovi modelli di gestione aziendale, particolarmente adatti a start up e aziende innovative, che sposano appieno i concetti di leadership collettiva e di decisioni democratiche e decentralizzate. Tuttavia, questo tipo di organizzazione si adatta anche a collettivi di artisti e creatori di contenuti che possono formare DAO per gestire progetti collaborativi e distribuire equamente i ricavi.

La User Generated Content e la Creator Economy

Arriviamo ai Creator – artisti, scrittori, musicisti, e creatori di contenuti – , ovvero ai veri protagonisti del Web3. Coloro che hanno ottenuto un potere senza precedenti dalle tecnologie di cui abbiamo discusso finora. Con la blockchain, ad esempio, un artista può vendere le proprie opere sottoforma di NFT (Non-Fungible Tokens), garantendo autenticità e unicità. In più, ogni volta che l’opera viene venduta, l’artista guadagna una percentuale. Allo stesso modo, i musicisti possono caricare la loro musica su piattaforme decentralizzate, guadagnando direttamente dai loro brani senza passare per intermediari come case discografiche o servizi di streaming. Questo sistema permetterà loro di mantenere un controllo completo su creazioni e profitti che ne derivano.

Saremo, quindi, sempre più indipendenti da piattaforme centralizzate, come i social media tradizionali o i marketplace online, dove spesso una porzione significativa dei ricavi va agli intermediari. Inoltre, i creator potranno sperimentare metodi di finanziamento collettivo, come il crowdfunding, per sostenere i loro progetti.

Anche per le agenzie di marketing e pubblicità, il Web3 apre nuove possibilità. Possono, per esempio, collaborare direttamente con i creator per campagne pubblicitarie, bypassando i canali tradizionali e creando contenuti più autentici e coinvolgenti. Questa collaborazione diretta porta a campagne più mirate e personalizzate, aumentando l’efficacia del messaggio pubblicitario e rafforzando il legame tra marca e consumatore.

Cosa dovremmo aspettarci quindi dal passaggio completo al Web3? Sicuramente nuove opportunità e modalità di interazione ma anche relazioni più dirette e autentiche tra aziende e clienti. Ricordiamo infine che Gavin Wood, che ha coniato il termine Web3 nel 2014, sostiene che le tecnologie decentralizzate siano l’unica speranza per preservare la democrazia liberale.

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