L’Agentic AI è un nuovo tipo di IA o una versione avanzata delle macro?

4 min

Negli ultimi mesi, l’Agentic AI ha generato aspettative che spesso crescono più rapidamente della reale comprensione della tecnologia. Per molti leader dalle limitate competenze tecniche, diventa difficile distinguere tra visione strategica e realtà operativa. Un modo per fare chiarezza è paragonarla alle vecchie macro di Excel, che automatizzavano attività ripetitive con un solo comando. La differenza è che oggi l’Agentic AI porta l’automazione a un livello molto più avanzato e su scala più ampia, mantenendo però la stessa essenza: semplificare e ottimizzare i processi. Analizziamo le ragioni di questo paragone.

Cos’è realmente l’Agentic AI

Possiamo descrivere l’Agentic AI come un software progettato per raggiungere obiettivi coordinando diverse attività con un certo grado di autonomia. Alla sua base si trovano servizi di intelligenza artificiale che integrano e orchestrano modelli, API e funzioni esterne, dando vita a flussi di lavoro automatizzati e dinamici.

L’efficacia di questi sistemi dipende strettamente dalla qualità e dall’affidabilità dei servizi sottostanti: fondamenta fragili ne limitano le potenzialità, mentre basi solide ne amplificano il valore e le performance.

In pratica, l’Agentic AI opera attraverso un ciclo continuo di pianificazione, esecuzione e valutazione, guidato da probabilità e apprendimento piuttosto che da istruzioni statiche. Invece di seguire un copione rigido, è in grado di interpretare il contesto, scegliere le azioni più appropriate e adattarsi in tempo reale al mutare delle condizioni.

Questa tecnologia integra diversi componenti: interfacce in linguaggio naturale, che rendono l’interazione più intuitiva; connessioni con strumenti esterni, che ne ampliano le funzionalità; e meccanismi di ragionamento, che consentono di determinare il passo successivo in modo più autonomo.

Sebbene il livello di indipendenza resti ancora limitato, rispetto all’automazione tradizionale emerge una maggiore percezione di flessibilità, che la rende più versatile e adattabile.

Per le organizzazioni, questa flessibilità è particolarmente interessante perché permette di estendere l’automazione a scenari meno prevedibili e più dinamici. L’Agentic AI non cambia l’essenza dell’automazione, ma ne ridefinisce l’applicazione, rendendola adatta a un ventaglio più ampio di attività e processi.

Agentic-AI

Dalle macro all’automazione adattiva

Pensare alle macro di Excel aiuta a inquadrare la discussione in modo semplice e intuitivo. Una macro è una sequenza di istruzioni che automatizza operazioni ripetitive su un foglio di calcolo, come la formattazione delle celle, la creazione di report o l’elaborazione dei dati, il tutto con un unico comando. Il suo obiettivo principale è ridurre lo sforzo manuale, semplificando e velocizzando attività che altrimenti richiederebbero tempo e attenzione.

L’Agentic AI segue lo stesso principio fondamentale della delega, ma con un livello di sofisticazione superiore. Invece di limitarsi a ripetere una sequenza fissa di operazioni, interpreta istruzioni in linguaggio naturale, gestisce variazioni e imprevisti nell’ambiente e integra informazioni provenienti da diverse fonti. Lo fa orchestrando in un unico flusso servizi di AI e strumenti esterni, creando processi dinamici e interconnessi.

Mentre una macro tradizionale si blocca quando una condizione cambia, l’Agentic AI si adatta in base al ragionamento probabilistico, cercando la soluzione più adatta al contesto.

Definirla una sorta di macro cognitiva è utile per ridimensionare le narrazioni più enfatiche: stiamo sempre parlando di automazione, seppur più flessibile, con un raggio d’azione più ampio e un’interfaccia più intuitiva. Resta, in ultima analisi, uno strumento: potente, in continua evoluzione e capace di generare valore solo se utilizzato nel contesto giusto.

Linee guida per i leader che desiderano esplorare l’Agentic AI

Per i leader aziendali interessati all’Agentic AI, il primo passo è resistere al fascino delle narrazioni che la circondano. Il linguaggio del marketing può essere accattivante, ma comporta il rischio di avviare progetti senza una chiara direzione strategica.

Un approccio più efficace parte da una valutazione dei processi esistenti e da una domanda onesta: quali attività trarrebbero davvero beneficio dall’automazione?

È consigliabile iniziare con progetti di portata limitata, caratterizzati da obiettivi chiari e risultati misurabili. Questo consente di fare esperienza, comprendere il reale valore generato e ridurre il rischio di frustrazione derivante da iniziative troppo ambiziose nelle fasi iniziali.

Anche la trasparenza è fondamentale. Ogni adozione dovrebbe includere una chiara comprensione dei limiti del modello, della qualità dei dati richiesti e delle risorse necessarie per mantenere l’orchestrazione dei diversi servizi di AI nel tempo.

Inoltre, i leader dovrebbero valutare attentamente la solidità dei servizi sottostanti su cui si basa l’Agentic AI: fondamenta fragili o incoerenti possono compromettere l’affidabilità dei risultati e ridurre l’impatto complessivo della tecnologia.

Adottando questi principi, i leader possono costruire un percorso realistico e graduale, sfruttando l’Agentic AI dove può realmente generare valore ed evitando la trappola delle aspettative eccessive.


L’essenza dell’Agentic AI resta l’automazione, ma in una forma completamente rinnovata: oggi è più intelligente, dinamica e interconnessa. Share on X

Mantenere l’Agentic AI radicata nella realtà

L’Agentic AI va affrontata con una prospettiva equilibrata. Si tratta di una potente estensione dell’automazione, capace di semplificare processi complessi e introdurre nuove efficienze. Tuttavia, porta con sé anche dipendenze, limiti e costi che richiedono un’attenta valutazione. Riconoscere questi aspetti consente ai leader di adottarla con consapevolezza e fiducia, evitando di cadere in illusioni o aspettative irrealistiche.

Le dichiarazioni altisonanti possono essere affascinanti, ma un progresso sostenibile nasce da scelte ponderate e informate.
Il modo più utile di guardare all’Agentic AI è considerarla uno strumento che integra e organizza intelligenza esistente, aggiungendo capacità di ragionamento e orchestrazione. In questo modo, assume una forma concreta che può servire alla strategia aziendale, a condizione che venga adottata con conoscenza, disciplina e con fondamenta solide su cui costruire il suo valore nel tempo.

L’Agentic AI può essere vista come un passo evolutivo che solleva una domanda cruciale: stiamo assistendo alla nascita di una nuova forma di intelligenza o a un’automazione che, per la prima volta, integra ragionamento e orchestrazione in modi senza precedenti?