Insegnamento e AI generativa: come le tecnologie cambieranno la didattica

9 min

L’Intelligenza Artificiale Generativa diventerà una presenza significativa nelle scuole e in vari contesti educativi a breve. L’ideale sarebbe che gli insegnanti guidassero questo processo attraverso metodologie ben definite e accuratamente pianificate. In assenza di tale guida, l’AI farà il suo ingresso in modo assertivo attraverso gli studenti stessi. Per questo serve riflettere su quali potrebbero essere i vantaggi e i rischi di un’adozione necessaria dell’AI per formare adeguatamente gli studenti di oggi ma anche i professionisti del futuro. Nell’articolo parleremo di come potrebbe migliorare l’istruzione se promuovessimo un’interazione produttiva tra insegnamento e AI generativa.

L’AI generativa cambierà l’insegnamento e l’apprendimento

Quando un’innovazione è tanto dirompente e coinvolge una parte notevole dell’esistenza umana non la si può ignorare e soprattutto non possiamo ostacolarla. La scoperta del fuoco ha rivoluzionato le nostre vite: possiamo cuocere i cibi, riscaldarci, fondere materiali. Per beneficiare di questi effetti positivi abbiamo anche dovuto accettarne i rischi: gli incendi, le ustioni, le esplosioni. Succederà la stessa cosa anche con l’Intelligenza Artificiale (AI). E come abbiamo imparato a governare il fuoco così gestiremo anche questa innovazione.

Se da un lato ci sono settori che hanno spalancato le loro porte e integrato l’AI nei processi, dall’altro ci sono ambiti che ne ostruiscono l’ingresso, il più delle volte per timore di affrontare il cambiamento. L’istruzione è uno di questi. Il problema è che mentre i docenti e il personale amministrativo non sono ancora pronti ad adottare l’AI, gli studenti lo sono già da tempo. Se non accettiamo questo dato di fatto si avrà una discrepanza che impatterà negativamente sull’apprendimento di questi ultimi.

Il cambiamento, in questo caso, dovrà avvenire su due fronti: da un lato, sarà essenziale aggiornare e innovare le metodologie didattiche; dall’altro, gli studenti si troveranno ad adottare strumenti e metodologie innovative per dimostrare le loro competenze e conoscenze. Attualmente, la bilancia pende dal lato degli studenti, abili utilizzatori delle nuove tecnologie, che senza linee guida adeguate fornite dagli insegnanti, tendono a utilizzare l’AI illecitamente, piuttosto che sfruttarla per potenziare le proprie capacità.

L’insegnamento dovrebbe già essere cambiamo con il proliferare dei nuovi strumenti tecnologici. Se prima avevamo un unico strumento dal quale apprendere – libro – e un altro con il quale mostrare il nostro apprendimento – quaderno – adesso abbiamo una moltitudine di strumenti – tablet, cellulari, lavagna interattiva multimediale, pc – che potrebbero potenziare le lezioni rendendo l’apprendimento più veloce e costruttivo.

L’AI generativa ha reso questi strumenti ancora più potenti offrendo la possibilità di personalizzare l’apprendimento e rendere l’insegnamento più efficace e coinvolgente. Questa innovazione, capace di generare testi, immagini e contenuti interattivi basandosi su vasti database di conoscenza, trasformerà radicalmente il modo in cui studenti e insegnanti interagiranno con il materiale didattico.

Come? Potenziando entrambi i ruoli. Da un lato, con l’AI generativa si potranno adattare i percorsi educativi alle esigenze individuali degli studenti. Un fine che raggiunge identificando i loro punti di forza e di debolezza e fornendo risorse personalizzate che potenziano l’apprendimento autonomo e mirato. Dall’altro, si potrà alleggerire il carico amministrativo degli insegnanti. Potremo, infatti, automatizzare la preparazione dei materiali didattici e la valutazione degli studenti. In questo modo, gli educatori potranno concentrarsi maggiormente sull’interazione diretta con gli studenti e sulle attività in classe.

Questo sarà il futuro. Non esisteranno più le aule come le vediamo oggi e le lezioni statiche apprese su pesanti libro di testo. Cambieranno i luoghi e gli strumenti e prima ci adatteremo prima ridaremo un equilibrio alla bilancia studenti-insegnanti a favore di un uso consapevole e produttivo dell’AI generativa.

La prima spinta parte dalle istituzioni globali: le direttive dell’UNESCO

Quando ci troviamo di fronte ad una innovazione giovane ma con grandi potenzialità è necessario dare delle regole per non sconvolgere gli equilibri pre-esistenti ma accompagnare gradualmente il cambiamento offrendo a tutti gli attori coinvolti la possibilità di adeguarsi e formarsi.

L’UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura) ha infatti scelto di intervenire in questo contesto. Il fine è guidare gli Stati membri nello sfruttamento del potenziale d’AI per realizzare l’Agenda 2030 per l’istruzione. L’obiettivo, come si legge dal comunicato è quello di:

“garantire, al tempo stesso, che la sua applicazione nei contesti educativi sia guidata dai principi fondamentali di inclusione ed equità.”

In effetti, ci sono aspetti particolarmente sensibili che necessitano di una particolare attenzione e una valutazione che soltanto un team di esperti possiede le conoscenze per farlo. I focus si concentrano su:

  • La questione della regolamentazione e dell’etica. È fondamentale che l’uso dell’AI nelle scuole sia guidato da principi etici solidi e regolamenti chiari. L’UNESCO sottolinea che, nonostante alcuni paesi abbiano fatto passi avanti, c’è ancora molta strada da fare per garantire che l’AI sia utilizzata nel rispetto dei valori umani fondamentali, soprattutto riguardo l’educazione.
  • L’importanza di un’interazione umano-centrica. L’AI non deve sostituire l’interazione umana, ma arricchirla, garantendo che gli strumenti tecnologici servano a supportare un apprendimento significativo e personalizzato, che tenga conto delle esigenze e delle motivazioni di studenti ed educatori.
  • La co-progettazione. È essenziale che insegnanti, studenti e ricercatori lavorino insieme nella creazione e nell’implementazione di soluzioni basate sull’AI, assicurando che queste tecnologie rispondano realmente alle necessità dell’educazione e della ricerca, senza trascurare le implicazioni a lungo termine.
  • Il rischio di plagio. L’ente evidenzia la necessità di strategie per mantenere l’integrità accademica. Questo richiede un impegno congiunto per lo sviluppo di metodi di valutazione che valorizzino le competenze unicamente umane.
  • L’impiego creativo dell’AI e lo sviluppo delle competenze sono temi centrali. L’UNESCO invita a esplorare come l’AI generativa possa ispirare nuove idee e facilitare processi educativi e di ricerca innovativi, sempre con un occhio attento ai rischi etici e alla necessità di formare individui capaci di navigare e plasmare questo nuovo paesaggio tecnologico.

Chiarire questi aspetti a livello mondiale assicura che lo sviluppo e l’impiego dell’AI siano regolamentati in modo da proteggere e promuovere i valori umani e l’etica. In effetti, solo attraverso un impegno istituzionale forte e una regolamentazione attenta possiamo sperare di sfruttare appieno i benefici dell’AI nell’educazione e nella ricerca. Inoltre, questo approccio assicura che venga servito il bene comune e supportato un futuro equo e inclusivo per tutti.

Insegnamento e AI generativa

Quali sono i vantaggi dell’AI generativa per gli insegnanti?

Ora non ci resta che comprendere concretamente come le potenzialità dell’AI generativa si adattino all’insegnamento e quali potrebbero essere i vantaggi per insegnanti e il personale amministrativo.

Di sicuro il principale beneficio è la personalizzazione dell’apprendimento. Con l’AI generativa, gli insegnanti potrebbero creare materiali didattici che si adattino alle esigenze individuali di ogni studente. Tale approccio, conosciuto come apprendimento adattivo, faciliterà la comprensione dell’argomento trattato e stimolerà l’attenzione.

Se poi associamo l’AI a tecnologie come la realtà virtuale o la realtà aumentata otterremo la possibilità di insegnare attraverso giochi e simulazioni interattive. Con la realtà virtuale potremmo spiegare la storia riportando gli studenti indietro nel tempo. Gli argomenti, così appresi, si fisseranno nella mente dell’allievo rendendo più semplice e immediata la memorizzazione.

L’apprendimento ludico, conosciuto anche come Digital Game Based Learning, è un’attività già presente in alcuni contesti didattici. In pratica, grazie alle tecnologie si traduce il contenuto di una lezione in un gioco che ha come obiettivo il raggiungimento di uno specifico risultato di apprendimento.

In effetti, a discapito di come possa sembrare, il gioco non è solo svago ma richiede concentrazione e un approccio attivo. Per raggiungere gli obiettivi di gioco è richiesta una stimolazione fisica e mentale e si attivano processi di comprensione molto più efficaci. Inoltre, migliora notevolmente la percezione degli alunni nei confronti della scuola, non più vista come luogo noioso e faticoso ma come un ambiente stimolante dove si prova piacere a imparare.

Ma le potenzialità dell’AI generativa non sono ancora finite. Si potrebbe automatizzare la creazione di contenuti educativi e la correzione delle verifiche. Questo lascerebbe agli insegnanti più tempo da dedicare all’interazione diretta con gli studenti, al supporto personalizzato e all’approfondimento degli argomenti.

Altro vantaggio significativo è l’accessibilità e la scalabilità delle risorse educative. Con l’AI generativa, gli insegnanti possono facilmente adattare e ampliare il materiale didattico per soddisfare le esigenze di classi eterogenee, inclusi studenti con bisogni speciali o che parlano lingue diverse. Questo democratizza l’accesso all’istruzione di qualità, rendendola più inclusiva.

Inizialmente potrebbe sembrare oneroso, in termini di sforzo formativo richiesto agli insegnanti, aprire le aule a una tale trasformazione. E di sicuro il primo approccio non sarà immediato per tutti, ma anche in questo l’AI generativa offre un valido supporto. La formazione del personale didattico e amministrativo potrà essere anch’essa personalizzata o supportata da Chatbot. In questo caso, oltre a garantire il raggiungimento di obiettivi specifici si assicura, anche, un aggiornamento costante.

Quali sono i vantaggi dell’AI generativa per gli studenti?

I vantaggi dell’AI per gli insegnanti inevitabilmente si rifletteranno anche sugli studenti. Se da un lato, infatti, la personalizzazione della lezione fatta dall’AI alleggerirà il lavoro degli insegnanti, dall’altro lato, gli studenti avranno percorsi di apprendimento studiati sulle loro esigenze individuali. Compresi i punti di forza e quelli da perfezionare, per ogni allievo/a, lo studio diventerà più fluido e miglioreranno anche i risultati.

Altro punto a favore dell’uso dell’AI è l’accesso ai materiali didattici in qualsiasi momento e luogo, con la flessibilità che ciò comporta. Gli studenti di oggi hanno una vita molto più frenetica di qualche generazione fa. Tra sport, corsi di inglese e approfondimenti vari, si ritrovano a studiare in luoghi e orari diversi. Con l’AI l’apprendimento diventa più compatibile con i vari stili di vita.

In comune con i vantaggi dell’insegnamento abbiamo anche la dimensione ludica. Le tecnologie attuali ci permettono di trasformare parte dell’insegnamento in un gioco. In questo modo, gli studenti, che hanno maggiori difficoltà legate alla capacità di concentrarsi o sono meno motivati, si ritroveranno ad essere stimolati con un’attività diversa nei modi ma ugualmente efficace.

E cosa succede se mi accorgo a casa di non aver compreso una parte della lezione? Se addestriamo l’AI generativa a rispondere alle domande più frequenti degli studenti, potremmo offrire a questi ultimi chiarimenti 24/7 garantendo un supporto costante nello studio. Inoltre, svolgere compiti su piattaforme AI significa anche avere una correzione immediata così da ragionare a caldo sugli errori commessi.

Passiamo ad un esempio di apprendimento a distanza. Il video learning combina video e testi rendendo il processo di apprendimento intuitivo, personalizzato e rispettoso dei tempi dello studente. L’allievo può decidere quando interrompere il video per scrivere appunti, o rivederne una parte per consolidare la comprensione dell’argomento.

Tutti questi aspetti rendono l’educazione inclusiva e i materiali didattici scalabili per rispondere alle diverse esigenze educative. Non solo, rende anche gli studenti abili con le tecnologie digitali per fini che non siano solo legati prettamente allo svago.


Se integriamo l'AI generativa nell'istruzione offriamo agli studenti gli strumenti per affrontare le sfide future educandoli ad un uso consapevole e vantaggioso delle tecnologie emergenti. Condividi il Tweet

Quali sono i rischi dell’AI generativa legati all’educazione?

Prima di mostrare quali potrebbero essere eventuali rischi di un inserimento non corretto dell’AI nell’insegnamento è utile una doverosa precisazione. L’intento di questo articolo non è quello di mostrare in quali ambiti il lavoro degli insegnanti possa essere sostituito dalle tecnologie o da chatbot intelligenti. Tutt’altro. La conoscenza dei docenti, unita alle caratteristiche umane legate all’empatia e alla capacità di coinvolgere emotivamente una classe sono essenziali in un luogo tanto delicato quanto quello dell’apprendimento delle giovani menti.

Il fine del mostrare quali sono le possibili applicazioni dell’AI in ambito educativo è quello di spronare, insegnanti e il personale amministrativo, a sfruttare queste tecnologie per compiere un grande passo avanti. E farlo con consapevolezza serve anche a comprendere come aggirare tutti i possibili rischi legati a un uso improprio dell’AI.

Il plagio: una strategia per prevenire i testi generati dall’AI

Ovviamente il rischio più grande e complesso da ostacolare è il plagio. Mentre fino alla diffusione di ChatGPT e quindi all’ingresso dell’AI generativa si riusciva, in un certo qual modo, a smascherare un testo copiato oggi è pressoché impossibile. L’AI genera testi differenti anche da richieste (prompt) simili. E allora come si fa a capire se un compito è stato svolto dallo studente o generato interamente da un software? Valutando lo studente in classe o con un confronto diretto.

Gli insegnanti, che accompagnano gli alunni negli anni, conoscono le potenzialità della persona che hanno di fronte. Inoltre, alla richiesta di un commento critico sul testo presentato, sono in grado di comprendere in pochi minuti se lo studente ha la piena conoscenza del testo o se l’ha copiato. Per questo la presenza in aula e l’interazione orale sono ancora un aspetti cruciali di questo lavoro.

Più complesso è per un docente universitario comprendere quali parti della tesi sono state copiate ma stiamo assistendo ad una proliferazione di software antiplagio che a breve riusciremo a evitare anche questo.

Tuttavia, per evitare il plagio e stimolare il pensiero critico e la creatività degli studenti, si può adottare un approccio che li invita a connettere il materiale di studio con le loro esperienze personali, opinioni o con il contesto attuale.

Ad esempio, invece di assegnare un classico saggio su un tema storico come “Le cause della Seconda Guerra Mondiale”, si potrebbe chiedere: “Come le decisioni prese durante la Seconda Guerra Mondiale hanno influenzato il mondo in cui viviamo oggi? Cita esempi specifici che vedi nella tua comunità o nella politica attuale”. Questo tipo di incarico incoraggia gli studenti a fare ricerche storiche ma richiede anche un’analisi personale e critica che non può essere facilmente copiata da fonti preesistenti.

Questo approccio non solo riduce le opportunità di plagio, ma promuove anche competenze di vita importanti come il pensiero critico, l’analisi, e la capacità di collegare informazioni da diverse fonti e contesti. Incoraggiando gli studenti a esplorare e riflettere sulle loro idee, si valorizza il loro punto di vista unico, rendendo ogni lavoro veramente personale e originale.

La perdita delle capacità critiche degli studenti: come mantenere attiva la curiosità

Dal plagio ci colleghiamo ad un rischio ben più grave: la perdita delle capacità critiche degli studenti. La dipendenza da dispositivi e piattaforme che forniscono risposte immediate e soluzioni preconfezionate può ridurre le occasioni per gli studenti di impegnarsi in processi di pensiero più profondi e analitici. Questo fenomeno può manifestarsi in diversi modi:

  • con la difficoltà nel distinguere fatti da opinioni;
  • attraverso una minore propensione a mettere in discussione le informazioni ricevute o ad approfondire oltre le apparenze;
  • con una ridotta capacità di formulare giudizi autonomi basati su una valutazione ragionata delle prove disponibili.

Come scongiurare questo rischio? Con l’intervento attivo degli insegnanti. Il loro ruolo dovrebbe essere quello di ricreare ambienti di apprendimento che incoraggino la curiosità, la riflessione, l’interrogazione e l’analisi. Solo stimolando l’interazione e premiando il ragionamento critico e la creatività si può riaccendere l’entusiasmo degli studenti immersi in un mondo digitale.

Ricordiamo che i professionisti futuri continueranno a formarsi nei contesti scolastici e ostacolare l’ingresso della tecnologia nei luoghi dell’apprendimento significa ritrovarsi dei giovani che entrano nel mondo del lavoro sempre più impreparati. Le tecnologie servono a potenziarci e conoscerle significa imparare a gestirle affinché alleggeriscano il nostro lavoro e migliorino le nostre performance in relazione all’unica variabile che non potremmo mai cambiare: il tempo.

Iscriviti alla nostra newsletter

Quanto hai trovato utile questo articolo?

Clicca la lampadina per votare!